Un’installazione per discutere sul lavoro del futuro

La WorkHouse ha aperto le porte a Berlino.

Venerdì 1 giugno 2018, USM, in collaborazione con UNStudio, ha inaugurato la WorkHouse nella periferia di Berlino. Dopo il successo del PlayGround al Salone del Mobile di Milano, UNStudio e USM uniscono le forze per creare possibili scenari futuri come fonte di ispirazione per il design.

Situata a 45 minuti a nord di Berlino, la residenza di campagna “Wehrmühle Biesenthal” si trasforma nel laboratorio WorkHouse, scenario per l’elaborazione, la discussione e lo studio di testi sul lavoro del futuro, spaziando dall’utopia del post-lavoro all’idea di una fusione tra vita privata e professionale, esprimendo valutazioni e aprendo dibattiti. Sulla base di questa esperienza, i partecipanti formuleranno nuovi modelli di lavoro, con l’obiettivo di scoprire in che modo il design saprà fornire soluzioni per creare nuove forme di organizzazione e per soddisfare le esigenze del mondo del lavoro di domani.

Luogo in costante trasformazione che ora fonde lavoro, vita privata, vicinanza alla città e contatto con la natura, il Wehrmühle Biesenthal diventa il prototipo perfetto per le strutture di lavoro ibride del futuro. UNStudio ha progettato un’installazione con i moduli USM che cancellano i confini degli arredamenti e le loro funzioni. L’installazione stessa diventa un luogo di lavoro dove mangiare, discutere e rilassarsi insieme con la vista della natura circostante.

Dopo l’anteprima esclusiva del 1° giugno, il giorno seguente USM e UNStudio hanno ospitato l’OpenHouse, invitando i partecipanti a scoprire l’installazione e la WorkHouse e partecipare a conferenze e workshop.

PlayLab: Workshop per sviluppare le Vision del futuro

Dal 4 al 20 giugno, all’interno della WorkHouse, USM e UNStudio hanno ospitato i PlayLab. I tre workshop, destinati a sei partecipanti ciascuno, sono stati guidati da Tellart, pluripremiato studio di design di Amsterdam. Nell’arco di ogni sessione della durata di due giorni, i partecipanti alle varie discipline hanno elaborato possibili scenari in piccoli gruppi da quattro punti di vista differenti: funzione, spazio, idiosincrasie umane, nonché lavoro e routine quotidiana.

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