Mostra: Il territorio dell’architettura. Gregotti e Associati 1953-2017

Un omaggio al lavoro del designer italiano Vittorio Gregotti in occasione dei suoi novant’anni.

C’è tempo fino all’11 Febbraio per visitare Il territorio dell’architettura. Gregotti e Associati 1953-2017, la mostra antologica che il PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea) di Milano ha organizzato in occasione dei novant’anni di Vittorio Gregotti per celebrarne la carriera e raccontare l’ampia attività del suo studio in oltre sessant’anni di progetti.

Il titolo della mostra vuole relazionarsi e stabilire una continuità con il testo del 1966 “Il territorio dell’architettura”, in cui Gregotti riflette sulla relazione tra architettura e ambiente urbano mettendo insieme contributi provenienti da altre esperienze e discipline, in cui territorio ha il significato di “complessivo materiale fisico e concettuale per l’architettura stessa”.

Vittorio GregottiDal 1953 a oggi Vittorio Gregotti ha condiviso lo studio con diverse personalità (tra cui Lodovico Meneghetti e Giotto Stoppino, Pierluigi Cerri, Pierluigi Nicolin, Hiromichi Matsui, Bruno Viganò, Carlo Magnani, Augusto Cagnardi e Michele Reginaldi) e ha collaborato con partner esterni quali Manuel Salgado e Saad Benkirane, e la sua attività è sempre stata caratterizzata dall’impegno in tutte le scale del progetto: disegno urbano, architettura, interni e allestimenti, arredi e prodotto industriale, editoria e grafica.

La mostra si apre con una rassegna di libri e riviste che ricostruisce il panorama delle numerose pubblicazioni prodotte da Vittorio Gregotti e dal suo studio nel corso del tempo (più di 40 libri e 1200 articol), e prosegue con una selezione di progetti, documentati con 60 disegni e 40 modelli originali in scala, oltre a 700 tra riproduzioni e fotografie. La scelta dei progetti vuole restituire, sotto il profilo metodologico e disciplinare, il progetto integrale di Gregotti Associati: il linguaggio di rappresentazione emblematico delle idee di ordinemisurasemplicità e precisione, riconoscibile come identitario di una specifica comunità di architetti e allo stesso tempo idealmente e pedagogicamente estensibile.

Il percorso di mostra prende avvio dalle ultime opere per recuperare a ritroso il legame ideale con quelle degli anni Cinquanta, e rappresenta non solo la ricerca paziente compiuta da Gregotti e dal suo studio, ma anche una “forma di resistenza contro la dissoluzione dell’architettura nella comunicazione, la sostituzione dei fini con i mezzi tecnici e la mediatizzazione della figura dell’architetto”.

La mostra è la prima di una nuova linea di programmazione con cui il PAC vuole celebrare i grandi maestri dell’architettura e del design italiani. Le prossime esposizioni di questa serie, già programmate, saranno dedicate a Enzo Mari (2018) e a Ignazio e Jacopo Gardella (2019).

Maggiori informazioni: pacmilano.it

 

Fonte articolo: architetti.com

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