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Evoluzione degli spazi lavorativi: dal product design all’antropodesign

Una nuova concezione di ambiente lavorativo presentata a Workplace3.0

Rifondare la teoria della progettazione del prodotto ufficio e degli ambienti di lavoro ponendo al centro l’uomo, i suoi bisogni reali, le sue emozioni, le sue esperienze. Questo l’intento della straordinaria installazione A Joyful Sense at Work, ideata e progettata in occasione della biennale Workplace3.0 e curata dall’architetto Cristiana Cutrona.

A Joyful Sense at Work perché l’attività lavorativa e professionale del futuro deve “dare senso” a cose e relazioni, generare una nuova qualità di vita, produrre emozioni e felicità. Applicare questo approccio umanistico e antropologico al progetto ufficio significa rispondere ai bisogni reali dell’uomo di oggi.

In un’area di circa 1.600 mq, A Joyful Sense at Work metterà in scena questa nuova concezione dell’ambiente ufficio. In questo contesto, 4 studi di architettura di fama e portata internazionale, selezionati in base all’area geografica di provenienza, indagheranno sul rapporto tra identità culturali e globalizzazione in relazione a felicità e qualità della vita nell’ambito del design dell’ambiente ufficio.

Ecco i 4 studi che si metteranno in mostra nello spazio allestito nel padiglione 24 della fiera.

A Joyful Sense at Work

O+A (Stati Uniti)

The Water Cooler ben sintetizza il concept immaginato da Primo Orpilla e Verda Alexander: l’acqua come perfetta metafora dell’ambiente-lavoro del futuro. Tale spazio concorrerà a nutrire l’immaginazione, rinnovare le motivazioni e rigenerare le persone che vi lavorano perché adattabile alle loro necessità fisiche ed emozionali, la cui soddisfazione è alla base di performance ottimali. Lo spazio sarà definito in aree differenti a seconda delle esigenze e delle azioni delle persone.

Ahmadi Studio (Iran)

Arash Ahmadi immagina un ambiente lavorativo adattivo, in continua evoluzione, capace di unire la sfera personale e quella sociale per rispondere alle contrapposte esigenze dell’uomo. L’architetto si ispira a due spazi-icona della cultura iraniana: il giardino persiano, luogo intimo e privato, e il bazar, luogo di scambio e confronto, che rispecchia la dinamicità e varietà del lavoro e della società contemporanea. Questi due spazi si integrano attraverso regole e schemi unici.

UNStudio & SCAPE (Olanda)

Ben van Berkel di UNStudio e Jeff Povlo dello studio SCAPE riflettono sulla condizione di stress lavorativo a cui è sottoposto l’uomo contemporaneo. RESET – Responsive Emotional Transformation – sarà uno spazio completamente immersivo e modulare che metterà in scena, in modo giocoso e interattivo, modalità di riduzione dello stress scientificamente provate. Questo concept si basa sull’uso della tecnologia applicata all’uomo ma percepita dall’ambiente che permetterà alle persone di gestire al meglio situazioni emotive difficili e allo spazio di mutare a seconda del livello di stress di chi vi lavora.

5+1AA (Italia)

Chronotopic System è lo spazio proposto da Alfonso Femia e Gianluca Peluffo, un ambiente che si modifica in relazione allo spazio e al tempo e in funzione dell’uso, delle esigenze e dei desideri di chi vi “abita”. Sconfinamento, contaminazione, integrazione, appartenenza sono i concetti chiave di questo nuovo spazio lavorativo sempre più evoluto nella capacità di generare relazioni.

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2 commenti su “Evoluzione degli spazi lavorativi: dal product design all’antropodesign

  1. Ciao Rosi, pensiamo anche noi che il progetto sia davvero interessante e non vediamo l’ora di visitare la fiera Workplace3.0 per vederlo! La visiterai anche tu ?

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